CORAGGIO CONTRO MALVAGIO


C’ era una volta un cavaliere di nome Coraggio che grazie alla sua bravura riuscì a diventare la guardia del corpo del re.
Il vecchio sovrano aveva deciso di affidare la propria incolumità  al giovane cavaliere perché temeva che prima o poi il malvagio mago che viveva nel regno avrebbe preso il potere schiavizzando tutti quanti. Un giorno Coraggio, mentre si allenava, udì un grido provenire da oltre il bosco (in realtà era solo un trucco di Malvagio) e incuriosito, decise di recarsi sul posto per verificare cosa fosse accaduto.

Chiamò Rossana, la scoiattolina maga, fece un fischio per chiamare il suo fedele cavallo Tornado e chiamò Cobra, il suo serpente. Rossana arrivò prontamente e gli consegnò la spada, così Coraggio poté partire con i suoi aiutanti.
La scoiattolina si raccomandò: “Stai attenta ai fratelli Komodo, sono due terribili mostri  al servizio di Malvagio; devono essersi nascosti tra i monti, nel bosco, lo sa tutta la corte. Coraggio fece cenno di si con la testa, sfilando la spada dal fodero e salutando, mentre si allontanava nella fitta vegetazione. Il bosco era stregato, c’erano molte piante carnivore, tutti gli animali erano ipnotizzati e malefici e cobra disse che li avrebbe annientati.
Coraggio lo fermò dicendo che erano solo posseduti, ma inoffensivi, non c’era motivo di combattere.
Intanto li raggiunse anche Rossana con una pozione magica a forma di nocciolina che lanciò verso il suolo. Dopo pochi minuti tutti gli animali divennero buoni come prima, le piante carnivore seccarono, i fratelli Komodo diventarono due maschere che Coraggio conservò per precauzione e così il cavaliere poté continuare il suo viaggio.
Il perfido stregone malvagio, intanto, aveva occupato la casa incantata che si trovava in cima alla vetta più alta e da lassù recitò una formula per scatenare una bufera di neve che congelasse i suoi nemici. Ma la magia non gli riuscì, perciò decise di far affrontare i poveretti dal suo ultimo suddito: Dragone. L’animale pensò di divertirsi prima di prima di carbonizzarli e propose un indovinello a Coraggio: “Qual è quell’animale sudicio e viscido cui il verso è PRR?”.
Coraggio si sedette pensieroso ai piedi di una quercia molto alta, mentre Dragone schiacciò un pisolino. Il gigantesco drago si svegliò dopo un po’e Coraggio gridò : “Ci sono! La pernacchia!” e temendo una mossa successiva dell’animale, con la spada infilzo Dragone. Prima di svanire, il drago disse: “Ora capisco perché Malvagio ti vuole annientare, ma credo che non ci riuscirà” e subito si trasformò in un mucchietto di cenere. Coraggio corse insieme ai suoi amici verso la casa incantata.
Quando arrivarono, Malvagio li stava aspettando e, quando li vide, si materializzò davanti a loro, ma prontamente Cobra lo aggredì mordendolo e iniettandoli tutto il veleno che aveva in corpo.
Lo stregone reagì trasformando la sua mano in una mangusta e sbranò Cobra. Rossana pensò che Malvagio fosse indebolito e quindi scatenò contro di lui una tempesta di grandine.
D’un tratto cadde dal cielo un blocco di ghiaccio gigantesco che schiacciò Malvagio il quale morì in pochi istanti. Grazie a Rossana la pace tornò nel regno e tutti vissero felici.


Luca





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