IL VALOROSO FIAMMA ROSSA

C’era una volta, in un bosco molto vasto, un villaggio di animali.
Nel villaggio viveva Fiamma Rossa, una volpe che era il principe degli animali. Egli  trascorreva la sua vita cacciando galline.
Voi penserete che è insolito trovare delle galline nel bosco, infatti Fiamma Rossa le cacciava dalle cascine circostanti. La vita della volpe era tra le migliori perché era così furba  da non essere  mai stata avvistata dai cacciatori della contea.
Al centro del villaggio abitava il vecchio gufo Antony, un saggio mago che prediceva il futuro e dava consigli a chi ne aveva bisogno.
Il saggio abitava in una casa incantata. Dall’esterno l’edificio sembrava una normale capanna di paglia, ma all’interno cambiava totalmente; infatti era arredata con mobili di legni diversi: ciliegio, quercia, faggio, castagno e due altri legnami sconosciuti.
La costruzione aveva quattro piani: il pian terreno e altri tre piani segreti sotterranei. Entrando si capiva subito che non era una normale abitazione, infatti era molto diversa dalle case degli altri animali.
Nell’angolo destro della cucina c’era un mobile di legno dove erano deposti in fila le posate, i bicchieri e i piatti; di fianco al mobile c’era un piccolo caminetto che scaldava l’ambiente. Sul lato sinistro della stanza c’era una grande scala a chiocciola che scendeva  nel sotterraneo. Al primo piano sotto terra c’era la stanza dove viveva Antony, arredata con un letto e un tavolo, al secondo piano si trovavano i suoi laboratori privati e infine, al terzo, c’era  il magazzino pieno di provviste utili per affrontare le situazioni di assedio. C’era anche un passaggio segreto che conduceva alla casa di Fiamma Rossa, circa cento metri più in su, verso la collina.

La casa della volpe era nel punto più alto del villaggio, esattamente a centotrentanove metri sul livello del mare. Era una casupola di legno dalla quale si poteva godere un bel panorama su tutto il villaggio.
L’abitazione era di un solo piano ed era a pianta quadrata. Il suo interno era formato da un ambiente rustico con un tavolo, un piccolo armadio ed un modesto giaciglio.
Il villaggio era autonomo, molto vasto ed era organizzato rigidamente: vi erano gli artigiani, i falegnami, i contadini, i soldati e un capo, Fiamma Rossa, aiutato a sua volta da  Antony nel governo del villaggio.
Gli artigiani erano i tassie vivevano nella parte nord dell’ abitato, i falegnami vivevano nella parte nord-ovest ed erano  degli orsi bruni, mentre i contadini e i soldati, che erano in maggioranza, vivevano rispettivamente a sud ed a est del villaggio.
I contadini erano dei formichieri, mentre i soldati si dividevano in tre armate: quella aerea, quella terrestre e quella marina. La  prima era composta dalle aquile e dai falchi pellegrini che avevano il compito di avvistare il nemico e controllavano le zone circostanti.
Quello terrestre era composto da 25 lupi sempre pronti a tutto. Essi si allenavano molto duramente lungo la settimana ed erano forti e robusti più che mai per affrontare  i nemici come i cacciatori della contea.
Infine l’ esercito acquatico era posizionato ai confini del bosco, dentro i torrenti e nel grande fiume: esso era composto dai lucci che durante la guerra erano i primi ad attaccare, in seguito venivano le trote e per ultime le anguille. L’esercito  acquatico era guidato da un pesce gatto di nome Lisca. Un giorno, quello di apertura della caccia, i cacciatori della contea partirono per la foresta dove c’era il villaggio degli animali.
Arrivati a destinazione i cacciatori non videro alcun animale nei paraggi, infatti si erano nascosti e l’ esercito era pronto per l’ attacco. I falchi e le aquile avevano avvistato i cacciatori da quasi un quarto d’ ora e i lupi stavano circondando la foresta per un agguato improvviso.
Nel frattempo l’esercito acquatico iniziò ad attirare l’attenzione degli uomini verso il ruscello  e, nell’ istante in cui i cacciatori si avvicinarono all’ acqua, i lupi li attaccarono.
Lo scontro fu durissimo e alla fine dei combattimenti i lupi rimasero in quindici, di cui quattro gravemente feriti.
Come ritorsione, la settimana successiva, di notte, i cacciatori della contea si recarono al villaggio degli animali e lo distrussero. Presero come ostaggio Diana, la fidanzata di Fiamma Rossa e Tommy suo fratello.
Gli animali scampati dall’eccidio si riunirono in una radura  lontana  e cercarono di riorganizzarsi per vendicarsi. Sebbene fossero in pochi erano tutti determinati a combattere, l’ esercito era molto compatto e guidato da Fiamma Rossa.
La volpe, visto che il suo esercito era numericamente inferiore a quello dei cacciatori, cercò un modo per circondarli. La strategia ebbe un buon esito: la vittoria contro gli uomini e la liberazione dei prigionieri. Molti uomini furono uccisi, però, anche all’ interno dell’ esercito di Fiamma Rossa ci furono delle vittime. Una di queste vittime fu Lisca che fu pianto per molti giorni durante i quali Fiamma Rossa non si presentò nemmeno al suo funerale, sentendosi in qualche  modo responsabile della morte dell’ amico.
Da quel giorno gli uomini non si presentarono più minacciosi verso gli animali. Tre giorni dopo la morte di Lisca, il villaggio fu ricostruito magicamente da Antony. Successivamente, Fiamma Rossa si sposò con Diana e vissero tutti felici e contenti per sempre.

 

Ruggero




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