GIOVANNI E LA STREGA BUONA

Molti anni fa, una strega cattivissima, la Strega Nera, rapì Giovanni per farlo diventare suo servitore. Giovanni era un bambino e viveva insieme a sua mamma e a suo papà in una casa al centro del bosco. Questa casa era incantata, come tutti gli oggetti che c’erano dentro, ma né Giovanni né i suoi genitori lo sapevano.
Passando attraverso un passaggio segreto si poteva entrare in una grande stanza in cui, su un leggio circondato da candele accese, c’era un libro chiuso. L’oggetto aveva una copertina nera, delle strane gemme sugli angoli ed al centro un grosso rubino. I genitori di Giovanni non sapevano dell’esistenza di quella stanza e neanche Giovanni l’aveva mai vista.
Quando il bambino venne rapito i suoi genitori decisero di abbandonare la casa e di trasferirsi in paese.
Dopo poco tempo in quella casa andò ad abitare una ragazza di nome Amelia. Un giorno la fanciulla decise di pulire a fondo tutta la casa e, senza saperlo, trovò il passaggio segreto ed entrò nella stanza del libro magico, Incuriosita si mise a sfogliarlo. Mentre leggeva trovò una pagina in cui c’era scritta una formula magica per diventare una  strega; Amelia pensò un po’ e poi decise di pronunciarla. Dopo averla pronunciata corse fuori dalla stanza, prese una semplice scopa, le diede un colpetto e la scopa si alzò in aria; poi la ragazza ritornò a terra e corse in paese per comprare della stoffa nera. Dopo averla comprata tornò velocemente a casa, tirò fuori la macchina da cucire e cucì un abito lungo e un mantello. Approfittando dei nuovi poteri, Amelia decise di risistemare la casa perché era molto piccola, aveva i muri molto sporchi e il tetto bucato: la fece diventare un po’ più grande, ripulì i muri e mise a posto il tetto. Quando si fece sera indossò il vestito che aveva cucito, salì sulla sua scopa e uscì di casa per andare un po’ in giro nel bosco.

Dopo qualche minuto atterrò e incontrò una volpe che le disse: “Ti prego, aiutami a trovare il mio padroncino, è stato rapito da una strega cattivissima! Io so che tu vivi nella casa dove viveva Giovanni prima che la strega lo rapisse, ti prego, devi aiutarmi, tu se l’unica persona che può salvare il mio amico.” Amelia stette un attimo a pensare e poi disse alla volpe che l’avrebbe aiutata. La ragazza tornò a casa con l’animale, preparò un letto e poi andò a dormire. Dopo qualche minuto sentì muovere il letto e pensò che ci fosse il terremoto. Si alzò di scatto e vide che il letto si muoveva. Successivamente si misero a camminare anche il tavolo, le sedie e tutti gli altri oggetti che c’erano in casa. Allora Amelia gridò: “Cosa sta succedendo?”. Si fermò tutto, poi si fece avanti il tavolo e disse: “Noi siamo oggetti magici, ci possiamo muovere e possiamo parlare, ma solo le streghe ci possono sentire!”. Dopo un po’ si svegliò anche la volpe, allora Amelia, vedendo che salutava gli oggetti magici le chiese: “Ma tu come fai a sentire?” L’animale rispose: “Io sono lo stregone Genius e sono stato trasformato in volpe dalla Strega Nera, quella che ha rapito Giovanni; potrò riprendere le mie sembianze solo quando la strega morirà”.
Tornarono a letto e la mattina dopo si misero subito al lavoro per scoprire dov’era l’abitazione della strega.
Amelia cercava sul libro magico e la volpe la aiutava, mentre gli oggetti magici cercavano fra i libri della biblioteca. Dopo qualche ora la, sedia disse: “Ho trovato la mappa del bosco!”
La ragazza andò subito a vedere , però le informazioni erano scritte in una lingua sconosciuta. La volpe, dopo aver osservato la carta, disse che per decifrarla occorreva una croce sulla quale era incastonato un rubino abbastanza grosso e che l’oggetto era nascosto da qualche parte nella casa. Allora Amelia si mise a cercare la croce. Trovò un forziere, lo aprì e i suoi occhi furono abbagliati dallo splendore del gioiello. Sulla croce c’era incisa una formula, la fanciulla prese la mappa e recitò la formula; dopo qualche secondo apparve la traduzione del misterioso messaggio. Controllò la mappa e, quando si fece sera, Amelia la prese, chiamò la volpe e uscirono di casa seguendo le indicazioni. Arrivarono ad una palude piena di serpenti, allora Amelia fece comparire una zattera, vi salirono sopra, remarono per qualche ora e poi arrivarono ad un castello. La ragazza e la volpe scesero dalla zattera e si diressero verso l’edificio; sui lati del portone c’erano due leoni di pietra. Appena si avvicinarono al portone le statue presero vita e attaccarono le due malcapitate. La ragazza puntò il dito verso i leoni, li fece pietrificare e poi li distrusse.
Amelia aprì il pesante portone e poi entrarono. La Strega Nera non si accorse che erano entrati due intrusi perché stava dormendo.
La volpe, col suo fiuto, riuscì a trovare la cella in cui stava rinchiuso Giovanni.
Amelia fece comparire la chiave, aprì la cella e liberò il bambino, ma quando Giovanni fu uscito, il cancello si chiuse facendo rumore, così la Strega Nera si svegliò e corse verso la prigione. Vide la ragazza e tentò di lanciarle un incantesimo, ma Genius si buttò davanti ad Amelia e si pietrificò. La fanciulla disse a Giovanni di nascondersi e polverizzò la Strega Nera, poi con un ultimo sforzo diede a Genius le sue vecchie sembianze. I tre amici uscirono dal castello, salirono sulla zattera e poi tornarono alla casa incantata.Una volta arrivata la, Amelia si cambiò il vestito e con Genius portò Giovanni in paese dai suoi genitori.
I due, appena lo videro, gli corsero incontro per abbracciarlo e poi ringraziarono Amelia.
Con i suoi poteri la ragazza costruì nel bosco una casa nuova per la famiglia di Giovanni. Lei e Genius decisero di sposarsi e vissero tutti nel bosco felici e contenti.


Cristiana




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