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“Nonno,
nonno, mi racconti una fiaba?”
“Va
bene, vieni qui!”, rispose Rino, il nonno di Francesca.
“Oggi ti racconto una fiaba sugli animali: un giorno, tanto tempo fa,
in un bosco lontano, c’era una formica molto piccola e strana; infatti
aveva i piedi grossi e portava il quaranta di scarpe. Questo perché da
piccola aveva preso un colpo fortissimo sulle dita dei piedi.
Poi c’era Burlone, un simpatico orsetto che amava fare scherzi a tutti
gli animali. Un giorno, la formica Velocifera e il suo amico Burlone fecero
uno scherzo molto pesante al rospo Paciocco: gli fecero credere che la
sua sposa fosse scomparsa e, allo stesso modo, fecero credere a Lilla,
la sposa, che il rospo non ci fosse più. Entrambi si preoccuparono e piansero,
perché la loro coppia era la più bella dell’universo”. “Perché, che cosa
avevano di speciale?” chiese Francesca incuriosita. “Lui era un rospo
dolce e simpatico, ma se si arrabbiava diventava una vera furia. Lei era
una graziosissima e vanitosa rospetta che portava sempre un cappellino
lilla sul capo” continuò Rino.
“Comunque” riprese “un giorno, Paciocco, che non si dava per vinto, si
mise in viaggio alla ricerca della sua meravigliosa compagna e vagò per
tutto il mondo. Allo stesso modo Lilla era già partita per avere notizie
del suo innamorato. “A quel punto che cosa accadde?” chiese Francesca
interessata.
“I due,”disse il nonno “continuavano a cercarsi; Lilla, viaggiò per tutta
l’Europa senza trovarne le tracce. Allora si recò in Australia e, dopo
aver vagato per molti mesi, una sera, esasperata, si mise a piangere a
dirotto. Mentre era nel pieno dell’esasperazione, le apparve una fatina
di nome Smeralda. Dopo alcuni minuti di chiacchiere con Lilla, finalmente
riuscì a tranquillizzarla e, per fare ciò, le spiegò che l’avrebbe aiutata
a trovare suo marito. Paciocco, intanto, continuava a girovagare per il
mondo in cerca di Lilla. Dopo molti viaggi si fermò in Africa dove incontrò
un topo di nome Aiut; si chiamava così perché quando squittiva sembrava
che urlasse: “Aiut !!”. Era un topo straniero che era andato lì in vacanza,
ma siccome si annoiava, andava in cerca di avventure. Paciocco si era
stabilito in una piccola pensione situata in un posto molto strano: una
savana. Là conobbe Aiut. Il rospo gli chiese di aiutarlo a cercare Lilla
e il topo rispose di sì.
Il mattino seguente, Paciocco ed Aiut si misero in cammino per cercare
Lilla in Africa, ma le prime ricerche non ebbero buon esito”.
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“Lilla,
intanto, cosa stava facendo con Smeralda?”chiese Francesca.
“Lilla” continuò Rino “stava finendo di perlustrare l’Australia, quando
Smeralda le propose di cercarlo in Africa e lei accettò.”
“Detto fatto, la fatina, agitò la sua bacchetta magica e d’incanto si
ritrovarono in Africa. Paciocco intanto stava continuando le sue ricerche
e mentre girovagava trovò una casa, detta: “La casa incantata”. Era una
costruzione graziosissima, che al posto del cortile aveva un immenso bosco,
attraversato da mille sentieri e ruscelli. All’interno dell’abitazione
c’erano molti luoghi magici abitati da fate, gnomi e maghi di ogni tipo.
Anche Smeralda possedeva una stanza tutta sua all’interno della casa”.
Francesca, sempre più coinvolta nel racconto, domandò al nonno: “Ma Paciocco
che cosa fece?”
“Fu convinto ad entrare dal topo che era un curiosone. Videro tre stanze
e su una porta vi era scritto : “Entrate e vedrete che spettacolo!”, sulle
altre due porte invece c’era scritto “Questa è la casa incantata, entrate
qui!”.
Appena entrato, Paciocco vide un banco e dietro ad esso vi era un’ombra
che serviva bevande a delle immagini sfocate. Tra queste però ne vide
una che assomigliava moltissimo a Lilla, provò ad avvicinarsi ma tutto
scomparve nel nulla. Allora Aiut disse: “Proviamo a cercarla nella stanza
di destra, forse sarà lì”.
Paciocco si guardò intorno e fece cenno di sì. Così i due si spostarono
nella stanza di destra e videro le stesse cose viste nella stanza precedente,
a quel punto allora, si guardarono e dissero insieme: “Ora abbiamo solo
un ultima speranza...” “Allora, allora, cosa si dissero?” chiese Francesca
…
“I due” continuò Rino “si decisero e si spostarono nell’ultima stanza
e , videro la stessa immagine delle due precedenti stanze, ma questa volta
non si trattava più di un’ illusione. Infatti Smeralda aveva fatto una
magia dirigendo i passi dei due verso la sua stanza, in cui era finita
poche ore prima con Lilla.
Finalmente i due innamorati si abbracciarono e piansero a lungo dall’emozione.
Smeralda, che era affezionata a Lilla, costruì un piccolo bungalow nel
bosco della casa incantata, in modo che i due potessero trascorrere le
loro vacanze in quel luogo meraviglioso.
Aiut, vedendo che le cose si erano sistemate al meglio, salutò l’amico
e partì alla ricerca di nuove avventure.
Da quel giorno Lilla e Paciocco non si separarono più e vissero felici
e contenti per molti anni”.
Giulia
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