IL PICCOLO CAVALIERE CORAGGIOSO


Tanto tempo fa, al castello del re Paolo il Grande arrivò una lettera proveniente dalla Casa Incantata.
Tutti pensarono che fosse una lettera per il re, invece era rivolta al figlio di Orione, il capo dell’esercito reale. Chi la mandava era il folletto Eros che chiedeva a Cuor di Leone, il piccolo cavaliere, di recarsi alla Casa Incantata per un addestramento. Orione conosceva bene Eros e diede il permesso a Leo, così veniva chiamato da tutti, di partire insieme a Fulmine, il suo cavallo. Durante il viaggio, appena inoltratosi nel bosco, Leo venne assalito da un gruppo di ladri, ma il giovane si liberò di loro perché conosceva una tecnica di combattimento molto efficace, pur essendo solo un ragazzino di tredici anni.
Il bosco era ricco di vegetazione, con tante strade e sentieri che si intrecciavano al suo interno.
Leo lo attraversò con una certa fatica, ma alla fine riuscì ad arrivare alla Casa Incantata, una piccola casetta di legno posta sotto un albero, sulla cima di una collina. La costruzione era molto carina; era ricoperta di un’edera molto verde e sul tetto di legno si vedeva un bel camino. Lì incontrò Eros, il quale gli spiegò che gli avrebbe affidato un incarico importantissimo e delicato: proteggere il Libro Magico. Questo volume era  preziosissimo perché conteneva molte formule magiche: tra queste ce n’era una pericolosa per la stabilità del regno: vi era custodito un segreto che spiegava dell’esistenza di un cavaliere morto quattro secoli prima,  il quale, se fosse stato risvegliato, avrebbe potuto sottomettere e dominare il mondo.
Per guadagnarsi la fiducia del folletto, Leo doveva superare delle prove molto difficili. Le prime prove furono deludenti, ma pian piano il ragazzo  imparò a cavarsela in tutte le situazioni ed Eros decise di donargli la spada del sole, un’arma potentissima che donava un potere straordinario a chi la possedeva.
All’ora di cena il piccolo Leo chiese al folletto: “Adesso che l’addestramento si è concluso che cosa dovrò fare?”
“Resterai qui” rispose Eros.
“Ormai sono già sei mesi che sono qui, vorrei tornare a casa per qualche giorno per salutare la mia famiglia”disse Leo
“E va bene, ma solo per due giorni”replicò Eros, “ partirai domani mattina”.
Dopo qualche ora andarono a dormire.
Ad un tratto il silenzio della notte fu rotto da un terribile rumore: un uomo, appendendosi al ramo del grande albero, sfondò la finestra della Casa Incantata e vi entrò. Leo si alzò, raccolse la sua spada del sole e si mise a combattere contro quel cavaliere sconosciuto.

L’incontro fu molto teso; stoccate e colpi di scena sostenevano il combattimento. Dopo un po’ la lotta si spostò fuori dalla casa. Il duello portò i due guerrieri sul cocuzzolo della collina e quando il cavaliere sconosciuto sembrò avere la meglio su Leo, Fulmine gli balzò addosso e lo fece cadere giù da un dirupo.
“Grazie Fulmine, mi hai salvato la vita!” disse Leo.
“ Non c’è di che padroncino” rispose Fulmine.
“ Ma come! Tu parli? “ chiese meravigliato Leo.
“Ho imparato l’alfabeto grazie al Libro Magico” rispose Fulmine. Leo rimase stupefatto da quell’evento straordinario.
Poco dopo i tre protagonisti tornarono a dormire.
Intanto, nelle tenebre del castello, il Mago Nero fece un incantesimo che risuscitò quel guerriero sconosciuto morto nello scontro con Leo. “Ken, come hai fatto a fallire?” chiese il Mago Nero.
“Quel cavallo mi ha ucciso e la pagherà, ma anche il padrone non la passerà liscia!”rispose Ken. “ Tu non ucciderai nessuno perché mi è venuta un’idea eccezionale!” esclamò il mago.
Il mattino seguente Eros stava ricostruendo la finestra della Casa Incantata. Leo faceva colazione e poi iniziò ad aiutarlo. Il folletto gli spiegò che quel guerriero sconosciuto della sera precedente era al servizio del Mago Nero. Eros non aveva torto, ma Leo era molto dubbioso.
Dopo qualche ora il Mago Nero era già nascosto dietro un albero con Ken a spiare Eros e Leo.
Per assicurarsi l’incolumità, lanciò subito un incantesimo a Fulmine: al povero cavallo venne un terribile mal di testa mentre il mago continuava a gridargli nelle orecchie di allontanarsi. Per non impazzire dal dolore Fulmine cedette e si allontanò.
Dopo un po’ Leo, non vedendo Fulmine, andò nel bosco a cercarlo. Il Mago Nero e Ken approfittarono della sua assenza per tramortire Eros e portarsi via il Libro Magico.
Il volume conteneva la formula necessaria per risvegliare Dark, l’essere spaventoso più potente della Terra.
Intanto dopo alcuni minuti di ricerche il nostro giovane eroe trovò Fulmine che crollò a terra per il dolore alla testa. Lo accarezzò, gli massaggiò il collo, lo rimise in sesto ed insieme tornarono alla Casa Incantata. Lì trovarono Eros in fin di vita.
Leo, preso da una furia cieca, inseguì i due malvagi; quando lì trovò uccise Ken, mentre il Mago Nero, per sfuggire alla morte, si teletrasportò nel suo tetro castello dove iniziò a sfogliare il Libro Magico.
Appena lesse la formula magica, la ripeté ad alta voce e subito scoppiò una tempesta di fulmini causata dal ritorno di Dark sulla Terra.
Intanto Eros, prima di morire, aveva indicato al suo amico la strada per raggiungere il tetro castello.
Leo non si fece intimorire e, giunto al maniero del mago, oltrepassò la porta ed entrò nella stanza dove incontrò Dark.
Il ragazzo si bloccò e si mise ad osservare quel cavaliere con corazza ed elmo, che nascondeva uno sguardo minaccioso ed era avvolto da un’aura gialla.
“Finalmente sei arrivato!” disse il mago malvagio.
“Dark, uccidi questo ragazzo impiccione!” ordinò. Leo, sentendosi inferiore, si buttò giù dalla finestra e cadde sul dorso di Fulmine che partì velocemente, ma il cavaliere malvagio lanciò una saetta che uccise entrambi.
Passarono due giorni da quel momento terribile; Dark e il Mago Nero avevano intenzione di sottomettere al loro volere re Paolo il Grande e tutta la Terra. Intanto Leo e Fulmine, ormai trapassati, si divertivano a giocare a nascondino nel mondo dei cavalieri morti in battaglia.
Ma da un luogo lontano nel mondo dei folletti defunti, Eros tentava freneticamente di mettersi in contatto con Leo e alla fine ci riuscì.
“Eros! Cosa ci fai qui? Com’è bello incontrarti ancora!” disse Leo commosso.
“Le ferite riportate in battaglia mi sono state fatali, ma tu cosa ci fai qui? Tu giochi e ti diverti, ma i tuoi genitori fra poco moriranno!” replicò Eros.
“Non è colpa mia, non ci posso fare niente!” disse tristemente Leo.
“Non è vero, c’è un modo per farti ritornare sulla terra: lontano da qui c’è un pianeta dove vivono tutti i maghi morti in passato. Lì, con una magia, ti faranno tornare per alcune ore sulla Terra e avrai il tempo di uccidere Dark” insistette Eros.
Il giovane ragazzino si trovò indeciso finché Fulmine lo convinse e partirono alla ricerca di questo pianeta.
Nel frattempo sulla Terra, l’esercito del re aveva subito pesanti sconfitte da parte di Dark, che sembrava invulnerabile.
Nell’aldilà Leo, Eros e Fulmine raggiunsero il pianeta dei maghi. Lì incontrarono il Mago Sommo che con una magia centuplicò il potere di Leo e con un’altra lo teletrasportò sulla Terra dove aveva solo due ore per compiere la sua missione.
In un battibaleno Leo si trovò nel posto in cui era morto e partì di corsa verso il castello del re, che era in guerra contro Dark.
Quest’ultimo sconfisse persino la falange del re. Allora Orione, il padre di Leo, lanciò una sfida al cavaliere malvagio.
L’uomo diede del filo da torcere all’essere malvagio, ma la forza di Dark era ineguagliabile e presto Orione venne immobilizzato. “Forza Dark, dagli il colpo di grazia!” ordinò il Mago Nero.
La spada nera di Dark stava per trafiggere il corpo di Orione, quand’ecco un fulmine lanciato dalla spada del sole di Leo colpì l’arma. “Come hai fatto a risuscitare?” domandò il Mago Nero. Leo non lo ascoltò e continuò a lanciare fulmini contro Dark. Il mago malvagio si arrabbiò ma anch’egli venne colpito da Leo che era infuriato.
Il cavaliere prese la sua spada nera e avviò un duello all’ultimo sangue.Il giovane cavaliere era diventato molto più forte del suo avversario che si sentì, per la prima volta nella sua vita, inferiore a qualcun’altro.
Dark era proprio stremato dalla potenza della spada di Leo che sembrava invulnerabile. Allora giocò la sua ultima carta: con una magia spostò la sua anima nel corpo di Leo e quella di Leo nel suo, ma lui non poteva sapere che i minuti di vita del corpo in di Leo sulla Terra erano agli sgoccioli. Dark con quella mossa aveva ottenuto un potere straordinario, ma nel giro di qualche minuto il corpo in cui si trovava scomparve con lui. Il Mago Nero spaventato dalla scomparsa del suo cavaliere scappò in un luogo lontanissimo.
Leo corse al suo castello per riprendersi il Libro Magico. Lo aprì e recitò una formula che fece risuscitare Eros e Fulmine. Con una seconda  magia ottenne il suo corpo  originario.
Arrivata l’estate Leo e la sua famiglia, accompagnata dal re Paolo il Grande,  tornarono a visitare la Casa Incantata,  dove dimorava sereno e tranquillo il furbo folletto.
Dopo tante peripezie, da quel giorno vissero tutti felici e contenti.

Matteo




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