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C’era
una volta un principe che abitava su una montagna altissima insieme al
mago più potente del territorio; vivevano in una dimora colossale che
poteva contenere cento elefanti.
Un
giorno Jonathan, il principe, venne a sapere dell’esistenza di un tesoro
immenso che si trovava su di un’isola lontana.
In un pomeriggio di sole, Jonathan, amante dell’escursionismo, arrivò
in cima ad una vetta e trovò, coperta dai sassi, una pergamena sulla quale
era disegnata in maniera poco chiara una mappa. Dopo molti mesi di studio
capì che la mappa indicava un’altra dimensione.
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In
quello stesso giorno venne trovato in Egitto un portale con molti segni
rappresentanti le divinità. Il principe partì immediatamente per l’Egitto
con lo scopo di esaminare lo strano oggetto. Dopo un settimana di viaggio
arrivò nel luogo della sensazionale scoperta con il suo amico mago che
lo accompagnava. Passarono molte settimane e il principe era riuscito
a scoprire il significato di cinque simboli; glie ne mancavano ancora
due, ma l’uomo non si perse d’animo.
Finalmente arrivò il giorno in cui interpretò il settimo simbolo: dopo
averli messi in ordine riuscì ad aprire il portale che conduceva in un’
altra dimensione misteriosa e sconosciuta . Il portale era vecchio e
sgangherato, ma il principe non ci fece caso e si incamminò insieme al
suo amico.
I due erano scombussolati perché non capivano dove fossero arrivati ed
a un tratto il portale si chiuse. Guardandosi attorno videro un bosco
impenetrabile pieno di paludi, acqua stagnante, alberi giganteschi, banchi
di nebbia.. Tentarono di inoltrarsi nella selva ma, mossi i primi passi,
caddero in una buca profondissima e da lì si trovarono all’interno di
un castello. Era un edificio maledetto e semidiroccato, abitato da una
strega.
Fin dall’inizio Jonathan sospettò che l’edificio fosse la dimora di creature
malefiche, perciò si allenò e si attrezzò per affrontare situazioni di
emergenza; intanto il suo amico mago ripassava antiche formule per lanciare
malefici e sortilegi. Insieme a i due amici c’era uno gnomo che era caduto
nella stessa trappola alcuni giorni prima. Fecero conoscenza e, dopo molte
ore di conversazione, il principe gli disse: “Se tu conosci il posto meglio
di noi, facci strada.”
Si avviarono attraverso un corridoio piccolo, pieno di spuntoni che uscivano
dai muri e giunsero in una stanza dalla quale partiva una scala composta
da blocchi di pietra friabile.
I tre salirono e arrivarono in una stanza piena di pietre preziose e monili
d’oro. Il principe, incredulo, chiese al mago se stesse sognando e questi
gli rispose: “Credo di sì, perché quello che vediamo dev’essere soltanto
un ologramma preparato dalla strega maligna che cercava di deviarci dentro
la camera della morte.” “Oh, no! Siamo finiti dentro la camera della morte,
siamo spacciati”, le pareti cominciano a chiudersi,”come faremo ad uscirne
vivi?!” Esclamò Jonathan.
I tre malcapitati non sapevano cosa fare, allora il mago pensò che fosse
giunto il momento di utilizzare le sue straordinarie capacità: allargò
le braccia e, con uno sforzo sovrumano, riuscì a bloccare l’avanzamento
dei muri. I problemi non erano finiti, perché dovevano trovare una via
di fuga al più presto. Guardandosi attorno lo gnomo scoprì che c’era un
passaggio molto piccolo, allora il mago lo ingrandì con la forza del pensiero
ed uscirono dalla stanza.
I loro occhi vennero attirati da una luce molto intensa, la seguirono
e si trovarono nella stanza delle meraviglie: c’erano oggetti d’oro, statue,
armi, pietre preziose di ogni tipo e... c’era anche la strega che da sempre
custodiva quel luogo.
Il mago e lo gnomo studiarono una strategia per disfarsi della maligna
creatura. La ammaliarono con voci ultra terrene e poi la colpirono a
morte disintegrandola.
Gli amici intrapresero il viaggio di ritorno e una volta tornati nella
realtà, distrussero il portale per evitare che la strega potesse tornare
in vita.
Il principe divenne l’uomo più ricco e famoso della terra e visse con
i suoi amici per molti anni.
In seguito si sposò, ebbe tanti figli e, quando da vecchio morì, lasciò
agli eredi una fortuna immensa.
Fabio
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