PUSHSTECCO E
LE SUE AVVENTURE.
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C’era
una volta, in un grande bosco, vicino ad un grande albero, sotto un piccolo
sasso, dentro ad una vecchia scatola di piselli, un giovane insetto di
nome Pushstecco. Aveva diciotto anni, era alto un po’ più di otto centimetri
ed era una specie di stecchino con quattro braccia ancor più magre.
Il
suo gioco preferito era “ rotola, rotola” e con il suo amico, lo scarafaggio
Robby, si divertiva a rotolarsi nella melma per vedere chi si sporcava
di più. Pushstecco fece il record massimo: in tre secondi riusciva a sporcarsi
dalla testa ai piedi.
Ma un giorno decise di allontanarsi da quel posto che per lui era monotono
e dove non c’era nessun insetto uguale a lui. Salutò il suo amico e gli
promise che un giorno sarebbe tornato. Fece centimetri e centimetri a
piedi: dopo molte ore era riuscito a percorrere solo un metro!
Si appisolò vicino ad una casettina piccola piccola e l’indomani si svegliò,
si strofinò gli occhi e vide che vicino a lui c’era uno stercorario che
portava via il cibo ad una popolazione di cimici; lui si avvicinò e lo
spinse fino a farlo cadere. Dopo esser caduto, lo stercorario Buccia di
Patata, se ne andò a mani vuote. Ci fu un’acclamazione generale per Pushstecco.
Dopo un po’ le cimici se ne tornarono a casa, tranne Mister Puzzetta che
lo invitò a cena e gli parlò di Buccia di Patata.
Gli disse che teneva prigioniera la bellissima insettina di nome Marta,
la quale apparteneva alla stessa specie di Pushstecco. L’insetto disse
che sarebbe andato a salvarla e iniziò a pensare ad alta voce: “ Non
ce la farò mai a sconfiggere Buccia di Patata!” e Mister Puzzetta replicò:
“ Se vuoi scoprire la tattica devi andare al villaggio degli gnomi dove
c’e un veggente che predice il futuro”. Pushstecco fece un’ altra domanda:
“ Ma è molto lungo il tragitto per arrivare alle casette degli gnomi?”
La cimice si avvicinò e disse: “ Ci vogliono almeno tre giorni di cammino”.
Pushstecco lo salutò e si mise a correre. Dopo un giorno aveva percorso
un metro ed era fiero di sé; facendosi sera si addormentò e cadde dentro
alla cavità di un albero che era particolarmente morbido e continuò a
dormire.
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Il
mattino seguente si alzò e vide un becco enorme che lo spaventò; quindi
iniziò ad urlare: “ Aiuto! Aiuto!” L’uccello lo guardò e si mise a ridere.
Il volatile gli chiese il suo nome. Pushstecco si presentò e seppe che
l’uccello si chiamava Muscio; era un gufo e il suo migliore amico era
una larva che aveva conosciuto un mese prima…. Diventarono subito amici
e Pushstecco gli chiese se poteva portarlo al villaggio degli gnomi; lui
accettò e dopo due ore erano già sul posto. Il gufo lo appoggiò a terra,
lo salutò e gli disse che sarebbe bastato un fischio per farlo tornare.
L’insetto fece due passi e si trovò davanti ad un piccolo villaggio situato
in mezzo a molti alberi disposti in cerchio, quasi volessero proteggerlo.
C’erano anche dei cespugli inaccessibili, ma in mezzo a questi una piccola
porticina aprì e Pushstecco riuscì ad entrare. Subito gli venne incontro
un vecchio che sembrava conoscere le intenzioni di Pushstecco; era lui
il veggente. Allora l’insetto gli chiese se per cortesia poteva predirgli
il futuro. Il veggente fece il suo rituale e poi gli rispose che non
sapeva se avrebbe vinto contro Buccia di Patata. Pushstecco, sentendo
queste parole, si arrabbiò a morte e capì che Mister Puzzetta, che sembrava
un amico sincero, era solo un alleato di Buccia di Patata..L’insetto era
confuso e non sapeva più cosa fare!! Allora lo gnomo gli suggerì: “Vai
dal tuo falso amico e sconfiggi sia lui che Buccia di Patata !!!!”. Gli
diede una polverina magica, egli salutò tutti e poi partì.
Dopo tre giorni arrivò a destinazione, entrò nel castello, dove trovò
Buccia di Patata che stava pranzando, mentre Mister Puzzetta si divertiva
a giocare trasportando il cibo puzzolente per il suo padrone. Pushstecco
si nascose e buttò in aria questa polverina; i due non fecero neanche
in tempo a scappare perché vennero trasformati in un paio di scarpe parlanti
legate tra di loro. Pushstecco incominciò a ridere e li sbattè in cella.
Liberò la bellissima Marta vestita con un abito rosa sgargiante che,appena
uscì da lì, iniziò a darsi delle arie. Pushstecco la salutò: “Ciao”e lei
disse : “E’ così che si tratta una principessa!?”.
L’insetto l’aveva appena incontrata e non riusciva già più a sopportarla!!!
Così la rinchiuse nella cella e, insieme a lei, imprigionò anche le cimici
condannandole alla pena più grande:vivere in cella con la principessa
più odiosa del mondo! Fece un fischio e, come promesso, dopo due ore arrivò
il suo amico gufo, lo caricò su un’ala e lo portò dagli gnomi. Appena
arrivato scese giù e subito divenne incontro il veggente.Egli esultando
disse: “Bravo!Hai vinto!”.Dopo poco arrivò la figlia dello gnomo che vedendo
se ne innamorò perdutamente;era un insetto, ma a lei piaceva per quello
che era.
Pushstecco si innamorò a prima vista, ma non si era mai visto prima un
matrimonio tra gnomi e insetti:quella sarebbe stata la prima volta!Appena
il padre seppe l’intenzione dei due,iniziò a rincorrere l’insetto con
una ciabatta, ma gli innamorati si fecero trasportare lontano da Muscio…..lui
guardava lei, lei guardava lui e ad un certo punto…il gufo si fermò e
sbatterono la testa.. Pushstecco si riprese e disse all’uccello di fermarsi
dal suo amico Roby per mantenere la promessa fattagli. Arrivati a destinazione
i due innamorati ridevano ancora per l’accaduto. Dopo un mese si sposarono
e invitarono insetti di ogni specie,gnomi di ogni età e animali di ogni
razza.Dopo nove mesi ebbero un figlio e l’avventura continuò. Quando aveva
solo un anno il piccolo Pushstecchino sapeva già parlare e scrivere tutto
ciò che poteva fare un normale adulto:era veramente un piccolo genietto!
A soli due anni scrisse un libro, a tre conduceva telegiornali e mentre
lui cresceva i suoi genitori invecchiavano,finché Pushstecco morì, ma
non rimase molto in paradiso perché si reincarnò in un uomo che ora potrebbe
essere in mezzo a noi!!!
Amanda
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