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In un tempo ormai lontano, un principe di nome Soul, viaggiava in groppa
al suo cavallo, in mezzo ad un prato tutto verde. Improvvisamente un gruppo
di cornacchie volò sulla sua testa e iniziò a beccarlo; allora il principe
sfilò dal fodero un coltello e le infilzò tutte.
Gli animali morti si volatilizzarono, mentre i sopravvissuti scapparono
e si recarono alla casa stregata. Gli animali erano stati mandati dalle
abitanti della casa: le due Streghe Malaia. La più bassa delle due era Dente
di Serpente e l’altra, che era più larga che alta, si chiamava Zampa di
Pipistrello. Esse volevano rubare al principe la sua lampada, perché conteneva
un genio, il quale esaudiva due desideri ad ogni suo possessore.
Preoccupato, Soul tornò al castello, mise la lampada in uno scrigno, che
depose a sua volta dentro il muro, in un nascondiglio che solo lui conosceva.
Intanto nella Casa, le streghe stavano cercando un’idea per riuscire a sottrarre
la lampada a Soul. Ad un certo punto Dente di Serpente pensò: “Una di noi
due potrebbe trasformarsi in un animale ed entrare nella reggia!”
Detto fatto si trasformò in un moscerino e volò fino al castello.
Il principe stava dormendo e l’insetto entrò dalla fessura di una finestra,
nascondendosi dietro un vaso. Vedendo il giovane addormentato, decise di
andargli sopra per spruzzargli addosso una sostanza che lo facesse cadere
in un sonno profondo; ma l’uomo, appena avvertì la presenza del moscerino,
alzò le mani e le agitò, facendo così sbandare l’insetto dentro un piccolo
vaso pieno d’acqua.
Allora il moscerino si trasformò immediatamente in un piccolo pesciolino,
poi saltò fuori dal vaso e si trasformò in topo che rosicchiò la porta e
tornò a casa sua. Appena arrivò, il topo riprese le sembianze di Dente
di Serpente e iniziò a discutere con Zampa di Pipistrello.
Il giorno successivo Soul decise di fare una lunga cavalcata per cercare
un luogo sicuro dove nascondere la lampada, ma non sapeva che qualcuno lo
stava osservando; infatti le streghe lo seguivano con lo sguardo, attraverso
una sfera di cristallo.
Cammina, cammina, il giovane decise di depositare la lampada al di là del
Bosco Senza Ritorno.
Intrepido e coraggioso, si addentrò nell’orrida selva. Dentro vi abitavano
belve feroci che erano state mutate geneticamente dalle due streghe; la
vegetazione era molto fitta, l’atmosfera era tetra, ovunque aleggiava un’
inquietante penombra e vi erano molte sabbie mobili.
Dopo aver percorso un breve tratto, il suo cavallo inciampò in una grossa
pietra; subito, questa fece uscire la testa, le mani, i piedi e con grande
agilità cercò di rubare la lampada a Soul, ma non vi riuscì, allora
rotolò via e scomparve.
Intanto la pietra, adirata, aveva raggiunto la casa delle streghe e, siccome
aveva fallito nella missione, Zampa di Pipistrello la trasformò in sabbia
che venne trasportata via dal vento.
Le donne si misero a studiare un altro piano per impadronirsi della lampada:
“Ho trovato!” esclamò Zampa di Pipistrello, “ Potremmo rapire la principessa
per ricattare il principe ed avere in cambio la lampada!”.
Allora Dente di Serpente fece un sortilegio e trasformò un misero e piccolo
passerotto in un possente grifone, gli ordinò di volare fino al castello,
di rapire la principessa e di portarla a lei.
Il grifone partì e volò fino al castello come gli aveva detto Dente di
Serpente. Arrivato sulla torre dove risiedeva la principessa, sfondò le
mura e prese la fanciulla tra i suoi artigli. Appena il re si rese conto
dell’accaduto, fece uscire sulle mura del castello i suoi arcieri che cercarono
di colpire il grifone, ma non ci riuscirono. Allora uscirono i soldati a
cavallo e seguirono l’animale che si introdusse nel Bosco Senza Ritorno.
I soldati lo seguirono senza esitare, ma dopo un centinaio di metri caddero
tutti nelle sabbie mobili.
Mentre volava sopra il bosco, il grifone venne visto dal principe che sentì
anche le grida di una donna . Allora lo inseguì senza farsi vedere e arrivò
vicino ad un enorme cespuglio il quale nascondeva una piccola casetta:
era molto brutta, i muri erano tutti scrostati, pieni di muffa e davano
alla costruzione un aspetto decadente.
Tutto ciò incuriosì molto il principe Soul tanto da spingerlo ad entrare.
All’interno era tutta un’altra cosa: l’ambiente era accogliente , i muri
erano tutti bianchi e in un angolino c’era un piccolo camino acceso. Di
fronte al camino c’era una una piccola scaletta che conduceva in una
stanza dalla quale provenivano delle voci.
C’era anche un piccolo balcone sul quale si trovavano le due streghe,
il grifone e una ragazza bellissima.
Ad un tratto il principe capì che si trattava della principessa. Appena
la vide si ricordò di quanto era bella: aveva dei capelli talmente biondi
che parevano d’oro, due grandi occhi blu e due labbra molto carnose.
Allora Soul decise di aspettare il buio per salvare la giovane donna.
La notte arrivò e Soul raggiunse la stanza dove si trovava la principessa
e la slegò.
Appena riuscì a liberarla, caddero a terra le catene, che fecero un
baccano infernale e svegliarono le due streghe. Esse corsero fino alla stanza
e, appena videro il principe, iniziarono a combattere contro di lui perché
non vedevano l’ora di avere la lampada nelle proprie mani.
Ma Soul sguainò la spada ignaro del contrattacco di una delle streghe;
Zampa di Pipistrello con una magia lo disarmò con l’intento di farla
finita. Ma appena le due fecero un passo, il principe estrasse il
coltello e pugnalandole al petto se ne disfò per sempre.
Così Soul, oltre a mettere in salvo la lampada, si sposò con la principessa
e vissero tutti felici e contenti.
Cristiano
C.
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