Cosa succederebbe se a Natale…

 

Cosa succederebbe se a Natale… sparisse il 25 dicembre dal calendario.

Un giorno, in una famiglia molto ricca, viveva un bambino che aspettava da molo tempo il Natale.

Un giorno il bambino, che si chiamava Aldo, vide che sul calendario la casella del 25 dicembre era vuota.

Preoccupato chiese a sua madre il motivo della sparizione. Sua madre non rispose perché pensava che potesse diventare più triste di quello che era già.

Aldo decise di chiedere aiuto a qualcuno per capire cosa fosse successo e chi fosse stato a levare il 25 dicembre dal calendario: chiese una mano al suo vicino.

Il suo vicino sapeva chi era il colpevole: “E’ stato un mago molto cattivo!”.

Aldo chiese il nome del mago: Gedeone, un mago molto potente.

“Bene” disse Aldo “portami da lui”.

Arrivarono alla casa del mago: era molto bella e lui era molto vecchio.

Entrarono e chiesero: “Perché hai levato il 25 dicembre dal calendario?”.

Il mago rispose: “Perché tutte le persone sono capaci solo a far guerre e litigi, anche a Natale, quindi ho pensato di togliere questo giorno dal calendario! Ho fatto una magia ed è sparito!”.

Allora Aldo disse: “Rimettetelo, per favore, nessun bambino è felice senza Natale!”.

Il mago ci pensò su e disse “No!” ma poi ci ripensò e rimise il 25 dicembre al suo posto perché, è vero, nessun bambino è felice senza Natale.

(Cristina Poncini)

 

Cosa succederebbe se a Natale… nella grotta del drago, Cipollino trovasse una decorazione natalizia magica.

Un giorno di dicembre, Cipollino va nella grotta del drago per dargli il suo regalo di Natale.

Mentre stava posando il regalo vede delle decorazioni natalizie magiche: si accendevano e si spegnevano senza la corrente.

Anche se curioso, Cipollino esce dalla grotta.

Passeggiando nel bosco  sente litigare la strega Romina e la sirena Arianna perché la strega Romina accusava la sirena Arianna di aver preso le sue decorazioni di Natale magiche.

Cipollino, sapendo dove erano finite le decorazioni, torna nella grotta del drago, le prende e le restituisce alla strega.

Il drago, entrando nella grotta, non vede più le decorazioni e, un po’ agitato, con le nuvolette di fumo che gli escono dal naso, va dagli elfi e chiede chi ha preso le sue decorazioni natalizie magiche.

Cipollino gli dice di calmarsi: le ha prese lui perché doveva restituirle alla strega Romina!

Il drago, un po’ deluso, se ne torna nella sua grotta.

Intanto le decorazioni natalizie magiche si duplicarono.

Quando Cipollino vide così tante palline e decorazioni, ne diede un po’ alla sirena, un po’ al drago e un po’ agli elfi.

Addobbarono moltissimi abeti e vissero un felice Natale.

(Ilaria Malfatto)

 

 

Cosa succederebbe se a Natale… a Babbo Natale venisse un’idea bruttissima

Era la vigilia di Natale e al Polo Nord si stavano preparando i regali da spedire ai bambini di Portacomaro.

Babbo Natale stava dando da mangiare alle renne ma, nel frattempo, arrivò la Befana Erica che chiese a Babbo Natale se poteva, solo per una notte, cavalcare lei  la slitta con le renne e portare i regali ai bambini.

Lui non accettò perché la slitta era solo sua.

La “strega”, arrabbiata, gli fece un incantesimo (anche perché lui era adorato fra i bambini): lo fece diventare cattivo.

Per un anno, Babbo Natale si comportò veramente male e i bambini cominciarono a scrivergli le cose più brutte: “Sei cattivo!”, “Non ti vogliamo più bene!” e tanti altri insulti.

A Portacomaro tutti i bambini diventarono infelici perché Babbo Natale non portava loro più regali.

Passato un anno ritornò la vigilia di Natale e un elfo, di nome Pino, incontrò Babbo Natale ancora infelice e cattivo.

Pino chiese a Babbo Natale cosa fosse successo; lui rispose che era colpa della “strega” perché gli aveva fatto un incantesimo. L’elfo cercò di farlo ragionare e di fargli capire che era meglio essere buono piuttosto che cattivo.

Babbo Natale lo ringraziò e corse subito nell’ufficio della Befana chiedendole se poteva farlo ridiventare buono.

Erica disse che, per diventare buono, doveva superare due prove.

La prima: per sei Natali doveva essere lei a guidare la slitta dei regali; la seconda: spedire lettere a tutti i bambini di Portacomaro scrivendo che la Befana era bella e simpatica mentre Babbo Natale era stupido e imbranato.

Lui accettò e fece tutto quello che disse Erica.

Così la Befana lo fece ridiventare buono e loro due diventarono amici come prima.

Intanto i bambini di Portacomaro furono contenti e trascorsero un Natale sereno.

 (Ester Rodofili)

 

Cosa succederebbe se a Natale… Mariolino riuscisse a leggere nel cuore delle persone della sua famiglia

Mariolino è un bambino di 11 anni e vive in una casa di campagna.

Per Natale i suoi genitori avevano invitato tutti i loro parenti e avevano deciso di accoglierli nelle camere per gli ospiti.

Due giorni prima della vigilia di Natale, arrivarono tutti: la nonna, il nonno e gli zii con Ester, la nuova nata della famiglia.

La sera passò tranquilla: ci si raccontò quello che era successo durante l’anno, si fecero giochi e tante risate.

Nel cuore della notte, Mariolino sognò una strega di nome Burraccia che, con una voce felice, gli disse:

“ Mariolino, per questo Natale potrai avere il potere di leggere nel cuore degli altri e sceglierai il nuovo predestinato a farlo il prossimo anno”.

Mariolino si svegliò di colpo, sudato, agitato ma anche emozionato per il dono magico.

La sera della vigilia di Natale era il momento di usare la nuova capacità: Mariolino guardò dritto negli occhi il papà che pensò: “Che bello! Non sono al lavoro!”. Poi guardò la mamma e la zia: entrambe pensavano a come il tacchino fosse venuto bene.

I nonni e lo zio, invece, non vedevano l’ora di essere in vacanza.

Capì che tutte queste persone non avevano il vero spirito natalizio!

Per finire provò con Ester: pensava che il vero Natale era passare il tempo in famiglia!

Il bambino capì che era lei la vera predestinata.

In quel momento, senza farlo apposta sognò, per pochi istanti, di essere a casa della strega Burraccia che gli disse: “Mariolino, se non sbaglio la nuova predestinata è Ester!”. Fu proprio lei che, in quel momento, con un po’ di solletico, svegliò Mariolino e parlò per la prima volta dicendo: “Il Natale è fatto di felicità!”

Mariolino non ebbe più dubbi.

Durante il grande banchetto tutti mangiarono a sazietà e, poi, andarono a dormire.

La mattina di Natale, oltre a tutti i doni, Mariolino ed Ester ricevettero un biglietto d’auguri dalla strega Burraccia che era felice perché avevano capito il vero significato del Natale.

(Erica Raviola)

 

Cosa succederebbe se a Natale… dai nuvoloni invernali scendesse la “pace”.

L’anno passato in Italia, più precisamente a Portacomaro, gli abitanti del paese erano stati così buoni che dai nuvoloni alti nel cielo, scese la “pace”.

Era il giorno di Natale, quando nel cielo apparvero dei nuvoloni con su scritto “pace”: da questi scesero tantissimi fiocchi di neve ed ognuno aveva impressa una lettera della parola “pace”. Gli abitanti del paese erano contenti perché, finalmente, avevano trovato la pace. Aver trovato la pace li rese più ricchi di cuore e di spirito, li rese più forti ed in grado di superare le difficoltà.

(Vincenzo Resciniti)

 

Cosa succederebbe se a Natale… un vecchietto solo e triste si trasformasse in un gatto

Questa è la storia di un vecchietto che, in un giorno di festa, si sente solo e triste.

Il nonno Carlo, così si chiamava, ha nella mente tanti ricordi dei Natali di molto tempo fa: feste, divertimenti, regali, botti e allegria…queste sono le cose che più rimpiange.

Anche quest’anno i figli si sono dimenticati di lui. Mancano poche ore alla mezzanotte e non c’è nessuno che gli fa compagnia.

Guardando dalla finestra, vede le case illuminate e qualche luce dei botti che iniziano a scoppiare.

Nota nel giardino un gattino impaurito e tremante; prontamente lo accoglie in casa.

Carlo non sa di aver ricevuto la visita non di un semplice gatto, ma di un gatto magico.

Leo, così lo chiama.

Accarezzandogli ripetutamente il pelo morbido, Leo si illumina e, vedendo che il vecchietto è triste, lo trasforma in un gatto.

I due insieme iniziano a girare per la città: il gatto magico sa dove si trovano i parenti di Carlo e lo conduce davanti all’abitazione.

Il “nonno gatto” con la zampetta gratta la porta. Sua nipote Rosa, sente il rumore e subito apre. Il piccolo micio viene accolto dalla famiglia come il più bel regalo: coccole, carezze e una grande ciotola di latte.

Carlo trascorre il Natale più bello della sua vita.

Anche se penso che i gatti non festeggino il Natale, credo che il vecchietto di questa storia non vuole proprio tornare uomo.

(Massimiliano Stella)

 

Cosa succederebbe se a Natale… il sacco di Babbo Natale avesse un buco

Capitò una volta che Babbo Natale avesse il sacco bucato. Quando andò per distribuire i regali, gli caddero tutti in una sola casa.

I bambini che abitavano in quella casa, quando si svegliarono, rimasero a bocca aperta. Pensarono che quei regali fossero tutti loro, ma non era possibile…erano troppi.

Capirono che Babbo Natale aveva avuto un inconveniente e vollero fare il suo lavoro.

Babbo Natale diede loro anche il sacco (così la mamma lo cucì) e i bambini si misero subito all’opera.

Leggendo le lettere e consegnando così tanti pacchi, Babbo Natale si stava per dimenticare dei regali per quei bambini che lo stavano aiutando.

Ritornò nella casa e disse: “I vostri regali sono qui!!!”. I bambini risposero: “Sì…che bello!!”.

Da quel momento Babbo Natale, con il sacco rattoppato,  ritornò al suo lavoro ma sapeva di porte contare su dei nuovi aiutanti.

(Luca Grassi)

 

Cosa succederebbe se a Natale… il drago di Elfolandia non fosse capace ad addobbare l’albero di Natale.

Era quasi Natale e, ad Elfolandia, il drago aveva provato in tutti i modi ad addobbare il suo albero di Natale ma non riusciva… ci provò tante e tante volte ma bruciava sempre tutto.

Chiese aiuto agli Elfi ma erano troppo piccoli e riuscivano ad addobbare solamente la parte bassa.

Chiamò la strega Romina ma, un po’ pazzerella, sbagliò le dosi dell’incantesimo e fece scoppiare palline, babbonatalini, decorazioni…tutto.

Chiese aiuto alla sirena Arianna ma lei, con un colpo della sua coda, fece cadere l’albero e si scusò.

Alla fine, chiese aiuto alla fenice che fece cadere una lacrima e addobbò in un istante tutto l’abete.

Arrivò il Natale: l’albero era pronto, le luci erano accese e i regali erano tantissimi e grandissimi.

Arrivò mezzanotte e gli abitanti di Elfolandia aprirono i regali: il drago aveva ricevuto…. un estintore!!!

(Davide Manca)

 

Cosa succederebbe se a Natale… gli alberi di Natale iniziassero a parlare

Il giorno prima di Natale, una strega stava camminando per le vie della città e stava guardando le vetrine. Ad un certo punto si perse…camminò fino a quando trovò un alberello. Gli fece un incantesimo: l’albero si svegliò e cominciò a parlare. “Chi sei?” “Sono una strega” “Lo sai che è quasi Natale?” “Cos’è il Natale” domandò la strega. “Il Natale è un giorno di festa: bisogna stare in famiglia, ricevere regali … e poi si preparano gli alberi di Natale”. Improvvisamente la strega scappò via. Quando tornò, l’alberello vide che la strega non era scappata, ma era andata a prendere tanti scatoloni. “Che cosa sono?” chiese l’albero. “Sono i tuoi regali di Natale. Aprili…che ti addobbo…” rispose la strega. La donnina aveva comprato delle luci, dei fiocchi brillantinati e una stella luccicante. La strega chiese ancora: “Ma … a Natale si mangia?” “Certo, si mangia e si sta in compagnia!” rispose l’albero.

Quando la strega tornò a casa, disse ai suoi genitori che ora sapeva che cos’era il Natale.

(Andrea Bet)

 

Cosa succederebbe se a Natale… si incontrassero a mezzanotte Pinocchio, Cappuccetto Rosso, i sette nani e Cenerentola.

La notte di Natale, a mezzanotte, si incontrarono Pinocchio, Cappuccetto Rosso, i sette nani e Cenerentola. Volevano festeggiare il Natale insieme.

Tutti erano felici, tranne il nano Brontolo perché pensava di non ricevere regali.

Pinocchio e i suoi amici lo avevano consolato e gli avevano detto che lui avrebbe ricevuto regali bellissimi. Brontolo fu molto felice. Tutti andarono a mangiare, mentre Brontolo entrando  piano piano nella camera e mise, sotto l’albero, dei regali per tutti. Dopo aver mangiato, gli amici entrarono nella camera e videro tanti regali, tante caramelle, cioccolatini, stecche di cioccolata…erano tutti felici.

(Robert Tona)

 

Cosa succederebbe se a Natale… si perdesse la ricetta del panettone

Un giorno, poco prima di Natale, uno chef, voleva preparare un panettone. Andò in cucina per cercare la ricetta …ma era sparita. Lo chef era preoccupatissimo: un Natale senza panettone! Non era possibile!

Tutte la gente, quando vide che nelle vetrine non c’erano più panettoni, cominciò a disperarsi.

Lo chef provò a cuocere alcuni panettoni seguendo quello che si ricordava della ricetta ma nessuno era buono: alcuni un po’ salati, altri troppo dolci.

Il giorno seguente, lo chef era ancora più depresso e decise di chiedere aiuto a Padron’Toni (l’inventore del panettone): avrebbe potuto suggerirgli la ricetta.

Padron’Toni, amante degli scioglilingua, disse che poteva avere la ricetta solo se avesse superato due prove.

La prima: dire velocemente “Apelle figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo”.

La seconda: dire ancor più velocemente “ Trentatré tigri contro trentatré tigri”.

Lo chef fece le due prove e Padron’Toni gli descrisse la ricetta.

Il giorno dopo il panettone fu sfornato e lo si mangiò nella cena di Natale e di ringraziamento a Padron’Toni.

(Claudio Padovese)

 

Cosa succederebbe se a Natale… Mariolino potesse avverare il suo grande sogno.

Mariolino è un bambino povero pur avendo una casa in cui vivere. Ha nove anni, i capelli castano scuro e un carattere dolce e affettuoso. Ha un sogno: incontrare Babbo Natale.

Il 1° dicembre, Mariolino confidò il suo desiderio alla mamma che rispose: “La notte del 24 dicembre incontrerai Babbo Natale, puoi strane certo!”. Mariolino, ansioso, aspettò la vigilia di Natale e, quando giunse il momento, il bambino fece salti di gioia. La sera andò a letto molto presto con il cuore in gola. Improvvisamente, a notte fonda, sentì una voce. Il bambino non fece fatica a svegliarsi e, stupito, si trovò davanti la faccia del suo “sogno”.  Babbo Natale portò Mariolino a casa sua, nella fabbrica segreta dei giocattoli e il bambino lo aiutò a preparare gli ultimi pacchi. Arrivò l’ora di portare i regali ai legittimi proprietari: Mariolino salutò le renne, salì sulla slitta e partì per il viaggio con l’omone rosso a fianco. Fu un viaggio breve ma molto emozionante. Quando arrivarono alla casa di Mariolino, Babbo Natale lo salutò e il bambino tornò a letto. Si risvegliò quasi subito e capì che era stato tutto un sogno ma era soddisfatto ugualmente perché aveva realizzato il suo desiderio più grande e si era dimenticato dei regali!!!

(Luca Botto)

 

Cosa succederebbe se a Natale… il gigante Giorgio, il troll Tree e lo gnomo Lino arrivassero in città

Un giorno di dicembre, il gigante Giorgio, lo gnomo Lino e il troll Tree decisero di vistare la città.

Arrivarono vicino a un grande palazzo e, a fianco, nel grande parco, videro una grande piscina.

Decisero di entrare in acqua per farsi un bel bagno fresco (in inverno…brrr…). Usciti dall’acqua, arrivarono all’improvviso tre personaggi fantastici: un drago, una fenice e una sirena. Erano dispettosi e molto cattivi. Si misero a combattere senza paura ma, a un certo punto, il troll e lo gnomo caddero nuovamente in acqua. Fortunatamente il gigante andò a prenderli e tirò su i due amici grondanti.

Finalmente poterono finire di vistare la città e videro che le strade, le vetrine e gli alberi erano addobbati con luci e palline colorate.  La gente che camminava per le vie era molto gentile con loro e i tre amici volevano sapere a tutti i costi a che cosa servivano quelle belle decorazioni sugli alberi. Fecero la domanda a un passante che rispose che, addobbando la città, si festeggiava la nascita di Gesù: era Natale.

I tre amici decisero di addobbare anche loro un abete e il giorno di Natale si scambiarono regali.

Decisero poi di vivere per sempre in città perché la gente era stata molto gentile con loro.

(Miriana Stelladoro)

 

Cosa succederebbe se a Natale… nel Bosco degli Incubi sbocciasse il “fiore della serenità”

Un giorno, prima di Natale, Tree andò di nuovo nel Bosco degli Incubi: come ricordate questo bosco è molto speciale perché in esso rivivono tutti gli incubi sognati dalle persone.

Appena prima di entrare, sentì nuovamente la voce che lo avvertiva… ma lui se ne fregò e, correndo verso la radura dove aveva trovato il “fiore della notte”, vide un altro fiore (questo era proprio bello e coloratissimo!!!).  Tree lo colse e lo portò a Lino, lo gnomo profeta. Lino lo esaminò e capì che si trattava del “fiore della serenità”. Lino spiegò a Tree le caratteristiche di questo fiore e Tree disse che lo si poteva usare per fare un infuso e darlo alle persone demoralizzate per farle diventare felici: in questo modo il Natale non sarebbe stato rovinato.

Il fiore della serenità, però, non è infinito e quindi ci voleva molta acqua per fare il decotto.

Dopo un’ora, l’infuso era pronto.

Tree chiese aiuto a Giorgio e questi lanciò con forza tutto il liquido sulla Terra per far trascorrere un Natale felicissimo a tutte le persone: in questo modo tutti erano felici e contenti.

(Manuel Raviola)

 

Cosa succederebbe se a Natale… improvvisamente, da un Polo all’altro della Terra, sparisse il denaro.

Tutto il mondo si stava preparando per il Natale. Le città erano affollate di gente che cercava alberi, presepi e decorazioni portafortuna e i bambini aspettavano i regali.

Ma nella notte, improvvisamente, sparì il denaro.

La gente se ne accorse solo la mattina dopo quando, guardano nei loro portafogli, sugli schermi dei bancomat e in ogni posto possibile e immaginabile, non vide più banconote.

Ogni persona pensò: “Ma non è possibile, è una magia… ma la magia non esiste… un furto… eppure, prima di andare a dormire era tutto a posto!”. Disperati decisero di uscire per capire il motivo della sparizione: andarono alle centrali di polizia ma scoprirono che ovunque era successo lo stesso guaio.  Tutti erano molto tristi e i bambini piangevano. Esasperati andarono da Babbo Natale e gli chiesero cosa fosse successo e se lui aveva già pronti i regali per i bambini. Babbo Natale rispose: “Non ne so nulla di tutto quello che è successo…. Io ho già preparato qualche pacchetto, ma ho finito i pezzi e devo aspettare…” I bambini risposero: “Senza regali, come faremo a divertirci e a trascorrere un Natale felice?”. Babbo Natale li consolò: “L’anno prossimo vi porterò più regali…”. I bambini furono contenti e ritornarono a casa: passarono un Natale in famiglia senza scambiarsi regali e rimasero alzati fino a tardi. Durante la notte di Santo Stefano, apparve l’angelo Gabriele che disse: “Non è stato un furto, ma io ho voluto che sparisse il denaro: volevo farvi riflettere! Non sono importanti i regali ma è lo spirito del Natale che è importante!”.

Il giorno dopo il denaro riapparve e tutte le persone trascorsero il resto delle feste felici e contenti.

(Davide Vecchio)

 

Cosa succederebbe se a Natale… la felicità fosse rinchiusa in una scatola

In una città, su un’isola dell’Oceano Atlantico, si stava svolgendo la festa del Natale.

Mancavano pochi secondi al 25 dicembre: “10! 9! 8!…”. la folla era al “2” quando… un vortice nero rubò tutto: gli addobbi, gli alberi, le luci ma soprattutto la felicità e i sentimenti buoni, chiudendo tutto in una piccola scatola. Quasi tutti videro chi era stato: un essere viola e bianco, con due corna e dei piedoni giganteschi. Quel mostro si chiamava Toon, infatti aveva l’aspetto di un cartone animato.

L’unico che non fu colpito, fu un bambino che, così piccolo, riuscì a sfuggire al colpo (e poi stava giocando a nascondino!!).

Il bambino uscì dal nascondiglio e andò in piazza perché aveva sentito un rumore ma non vide niente e nessuno oltre a un vecchietto mogio mogio.

Gli corse incontro e gli chiese cos’era successo. Il vecchietto rispose che era stato Toon.

Alberto, questo era il nome del bambino, chiese chi fosse Toon e il vecchietto affermò che era un demone malvagio che voleva distruggere la felicità in tutto il mondo e in tutte le dimensioni dell’universo.

Il vecchietto gli disse di partire per liberare la felicità e gli donò un’arma, una spada: non era una spada qualunque. Aveva l’impugnatura di una strana forma e la lama  era molto più grande rispetto ad una spada normale.

Il giorno dopo, Alberto partì…

Mentre viaggiava pensava a come poteva essere forte il demone.

Dopo giorni e giorni di cammino, vide una grotta buia da cui, ogni tanto, uscivano degli spiritelli da guardia.

Alberto entrò senza farsi vedere. Spiando, vide Toon con un “ascione” in mano che stava per distruggere la scatola contenente la felicità. Alberto intervenne quando mancava solo 1cm dalla scatolina. Cominciò la lotta: Toon diede un’asciata ma Alberto si salvò, allora Alberto ne approfittò e gli diede una spadata nella schiena e lo uccise.

Alberto estrasse la spada insanguinata ma Toon si riformò e scappò gridando: “Ci rivedremo!!!” e sparì.

Alberto riaprì la scatolina e… tutto tornò alla normalità.

Il tempo ritornò normale e riprese il conteggio: “2 … 1…. BUON NATALE!!!!”.

(Enrico Poncini)

 

Cosa succederebbe se a Natale… le renne di Babbo Natale entrassero in sciopero

Babbo Natale aveva un problema: le sue renne erano in sciopero e si rifiutavano di andare avanti e indietro a portar regali. Babbo Natale offrì loro un bel pranzetto, loro mangiarono ma continuarono a rifiutarsi di tirare la slitta.

Babbo Natale, disperato, andò dalla Befana e le chiese se poteva imprestargli la sua scopa da usare al posto della slitta. Sfortunatamente la Befana rifiutò perché, secondo lei, Babbo Natale era troppo pesante e la scopa si sarebbe rotta. Babbo Natale si arrabbiò. Intanto le renne si misero sulla neve, sedute sulle sedie a sdraio, a bere un’aranciata. Babbo Natale era molto dispiaciuto per i bambini che aspettavano i regali sotto l’albero. Lo disse alla Befana e anche lei si dispiacque: andò in cantina, prese la sua scopa più grossa (che poteva reggere l’omone rosso) e la offrì a Babbo Natale. Purtroppo la scopa non reggeva il peso del sacco che conteneva troppi giochi. La Befana non poteva più far nulla e se ne andò.

Babbo Natale ritornò dalle renne e disse loro: “Vi tolgo la sedia e le bibite se non mi portate a consegnar regali!”. Le renne rifletterono un po’ e poi dissero: “Se noi ti portiamo, tu cosa ci dai?”. Babbo Natale rispose: “Vi regalo una vacanza al sole!”. Le renne accettarono e trainarono la slitta. Quando tornarono al Polo Nord, Babbo Natale regalò una vacanza alle renne e loro furono felici.

(Sabrina Luisi)

 

Cosa succederebbe se a Natale… la fata Acirè preparasse il pranzo di Natale

La fata Acirè voleva invitare al pranzo di Natale tutti gli abitanti dell’asteroide CK2. Cominciò a preparare i piatti ma si ricordò che qualcuno le aveva rubato il forno a microonde. Chiese aiuto alla strega Burraccia. Clac.. la strega arrivò: “Cosa vuoi?” La fata, con il suo caratterino, rispose: “Voglio che mi aiuti per il pranzo di Natale!”. La strega ci pensò un po’, poi disse: “Ti aiuto volentieri!” e iniziarono a preparare i cibi da servire. Fu un po’ difficile ma, dandosi una mano, riuscirono a preparare tutto. Ora la fata poteva invitare il gigante Giorgio, il troll Tree, lo gnomo Lino….

Gli invitati arrivarono, suonarono il campanello … DRING!!!, la fata Acirè aprì la porta e si trovò davanti i suoi “amici”. Entrarono e si sedettero a tavola: la strega  e la fata servirono il pranzo.

La serata fu divertente perché la strega Burraccia fece tanti incantesimi. Mangiarono e si raccontarono tante storie (la strega raccontò storie paurose!!). L’albero brillava di luci colorate e sotto c’erano tanti regali per tutti. In questo modo la serata andò bene e la fata Acirè fu molto contenta.

Alla fine tutti andarono a casa. La fata ringraziò moltissimo la strega Burraccia per averla aiutata.

(Karina Sales)

 

Scuola Elementare di Portacomaro – Classe quinta

 

 

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