ELFOLANDIA E IL DRAGO

C’era una volta un’isola chiamata Elfolandia. Essa si trovava nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, ma non era segnata sulle cartine geografiche perché nessuna nave c’era passata mai vicino.

Nelle casette costruite con foglie, rami, pietre e paglia, in mezzo alla radura nel grande bosco, vivevano delle piccole creature chiamate elfi.

Avevano una forma umana ed erano poco più alti di una spanna. I loro capelli erano lunghi e scuri, gli occhi profondi e vispi, la bocca larga, sporgente e sorridente, con due lunghe orecchie appuntite.

Indossavano un cappello con la punta che ricadeva sulla fronte.

Una mattina, l’elfo Cipollino si svegliò presto e andò in cerca di funghi e bacche.

Cammina cammina, all’improvviso, alzando gli occhi, vide l’entrata di una caverna. “Oh! Che grande grotta buia!! Chissà cosa c’è dentro” disse Cipollino.

Incuriosito entrò nella grotta. Non sapendo quanto fosse lunga, l’elfo gettò un sasso. Nel buio si illuminarono due grandi occhi…

Il sasso aveva svegliato un drago grande e sputafuoco: era di colore verde e sulla fronte aveva tre cornini. Le sopracciglia molto folte e pelose si aggrottavano sui grandi occhi neri; dal naso rugoso uscivano due pennacchi di fumo; la bocca larga racchiudeva denti aguzzi e ricurvi e una lunga lingua biforcuta. Ai lati del muso si aprivano delle grosse squame a ventaglio.

Il drago, arrabbiato per il brusco risveglio, volò fuori dalla grotta e iniziò ad incendiare il bosco e tutto ciò che trovava sulla sua strada.

Quando Cipollino, spaventato, tornò di corsa al villaggio in cerca di aiuto, trovò gli elfi che stavano cercando un riparo per proteggersi dalle fiamme del drago sputafuoco.

Titti gli abitanti di Elfolandia si ritrovarono sotto l’albero cavo all’interno della foresta al centro dell’isola. Decisero di chiedere aiuto alla strega Romina, che arrivò al villaggio in sella alla sua scopa.

Romina indossava un cappello a punta marrone; aveva i capelli lunghi e verdi; il viso, quasi rotondo, era di carnagione grigiastra; gli occhi erano a punta e allungati verso l’alto.

La strega, dopo essere stata informata di ciò che era successo, propose di preparare una pozione magica, che avrebbe trasformato il drago in statua.

Tutti gli elfi andarono in cerca degli ingredienti necessari per preparare la pozione.

La strega si mise al lavoro, ma essendo un po’ pazzerella e smemorata, sbagliò le dosi.

Quando Romina, preparata la pozione, la diede agli elfi, essi la lanciarono sul drago che, invece di diventare una statua, acquistò più potenza.

La strega, vedendo che la pozione non funzionava, triste e infelice, in sella alla sua scopa, se ne tornò nella sua casetta di cioccolato.

Gli elfi impauriti, delusi e preoccupati che il drago potesse bruciare tutta Elfolandia chiesero aiuto alla sirena Arianna.

Arianna portava lunghi capelli mossi, di color verde petrolio, tenuti fermi da due stelle marine gialle; il viso regolare era di carnagione rosea.

La sirena Arianna propose di cantare una melodia che avrebbe addormentato il drago facendolo annegare nel mare.

Gli elfi furono d’accordo.

La sirena salì sullo scoglio e attese l’arrivo del drago, che, durante la notte, sarebbe uscito in cerca di cibo.

Quando la luna fu alta nel cielo, Arianna vide arrivare il drago e iniziò a cantare.

Il drago sentendo la bella melodia rimase incantato, cominciò a girare su se stesso e cadde a picco nell’acqua.

Il poveretto, annaspando, urlò: “Aiuto! Qualcuno mi aiuti!!!!”

Gli elfi, che lo stavano guardando dalla riva, gli risposero: “No, non ti aiutiamo perché tu hai incendiato le nostre case!”.

Ormai in fin di vita, il drago disse: “Mi piacerebbe avere degli amici…” e sparì nell’acqua.

Una bella fenice, ricoperta di piume rossastre, stava sorvolando la zona e vide tutto.

Decise di intervenire senza perdere tempo: mentre il corpo del drago riemergeva, fece cadere una lacrima sulla sua testa e lui ritornò in vita.

La sirena lo riportò a riva.

Gli elfi furono contenti che il drago si fosse salvato.

Da allora diventò il loro migliore amico: li aiutò a ricostruire le loro casette, inventarono dei giochi da fare insieme e, per festeggiare la ricostruzione del villaggio, organizzarono una braciolata con salsicce, bistecche e costine.

Ancora oggi, se qualcuno passa da Elfolandia, può incontrare il drago che gioca felicemente con gli Elfi. 

L’asteroide

 

Scuola Elementare di Portacomaro – Classe quinta

Andrea, Claudio, Cristina, Davide M, Davide V, Enrico, Ester, Ilaria, Luca G

 

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